Dopo la recente eliminazione della Nazionale contro la Bosnia, non sono mancate le reazioni critiche da parte di figure storiche del calcio italiano. Tra queste anche Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, che in un’intervista a TMW ha analizzato la situazione del movimento calcistico nazionale con parole molto dure.
Secondo Moggi, il declino della Nazionale avrebbe radici lontane nel tempo: “Dal 2006 è successo qualcosa: si è rotto il giocattolo perché hanno rotto la Juventus che aveva dato cinque giocatori alla Nazionale Italiana e quattro alla Nazionale Francese combattevano per il titolo. È cambiato l’ambiente, hanno voluto rompere la Juventus e si è rotta la Nazionale. Ricordate cosa aveva detto Giraudo? ‘Noi andiamo via, vedrete quelli che vengono’. Da quando è arrivato Gravina siamo stati eliminati al primo turno e altre volte non ci siamo qualificati. Se Bonaparte diceva di preferire generali fortunati piuttosto che bravi, Gravina non è né l’uno e né l’altro. Ora si nasconde dietro al Consiglio Federale, dove sa che può avere degli amici”.
Nel corso dell’intervista l’ex dirigente ha parlato anche della posizione del presidente della FIGC Gabriele Gravina, sottolineando come il suo futuro sia al centro di molte discussioni. Alla domanda su un possibile addio del numero uno federale ha spiegato: “Parlando con chi di dovere ho detto: attenzione, può restare. Per la prima volta però il Ministro Abodi è intervenuto pubblicamente e questo fa ben sperare”.
Moggi ha poi ampliato il discorso sulle difficoltà strutturali del calcio italiano, evidenziando il problema della scarsa presenza di giocatori italiani nei club di vertice: “Se in Italia non giocano calciatori italiani diventa complicato. Basta guardare il numero di stranieri. Non c’è posto per gli italiani. Poi abbiamo anche un’altra cosa: prendiamo le riserve delle altre squadre e da noi giocano titolari, guardate Malen. Evidentemente il nostro calcio è più debole. Va ripianato tutto. Quando succedono queste cose bisogna resettare tutto”.
Infine, un passaggio anche sull’attuale commissario tecnico Gennaro Gattuso, nei confronti del quale Moggi ha espresso rispetto personale pur mettendo in dubbio la situazione che lo ha portato alla guida degli azzurri. “È l’unico che vuole bene al calcio. E il pianto in tv era vero. Qualcuno potrebbe dire che non sia all’altezza di allenare la Nazionale, ma è una persona perbene che è capitata lì per caso. Per ripartire ci vogliono almeno tre-quattro anni. Guardate i settori giovanili, bisogna cambiare tutto. Le squadre italiane cercano gli stranieri, se qualcuno viene fuori fanno soldi. E questo non fa bene al calcio italiano”.
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Ma non lo vogliono dire…. Gravina fino a qualche giorno fa era osannato dagli antijuventini
Vero. Se il giocattolo s’aggiusta fra 4 anni faremo il mondiale alla grande
Vero e il karma non perdona