McKennie: “Spalletti è il miglior allenatore che ho avuto finora”

Il centrocampista svela i segreti del rapporto con l’allenatore bianconero, l’esperienza con Cristiano Ronaldo e le passioni extra-calcio

weston mckennie pagelle juventus 2025/2026

Intervenuto al format Remember the Name, in onda su DAZN, Weston McKennie, centrocampista della Juventus e della nazionale statunitense, ha affrontato diversi temi legati alla sua esperienza in bianconero, partendo dal rapporto con mister Spalletti:

“Ci vado d’accordo ovviamente, penso che ogni calciatore abbia diversi bisogni o diverse aspettative. Ogni volta che lo vedo mi dà un senso di sicurezza. Il segreto dell’allenatore bianconero risiede nella sua gestione umana: quando ti rimprovera non lo fa mai in maniera cattiva, lo fa per farti migliorare. Altri allenatori non fanno così. Ha questo potere di saper catturare la tua attenzione. Ti viene voglia di fare quello che ti chiede. Se è il mio allenatore preferito in carriera? Sì. Per il modo in cui gestisce la squadra, ci sono allenatori che ti obbligano a seguire la sua mentalità. Spalletti si rapporta in modo diverso con tutti, per ottenere il meglio”.

McKennie ha poi riflettuto sulla propria esperienza personale: “Io primo americano a giocare nella Juve? Non credo di rendermene davvero conto. Sono in Europa da tanto tempo, forse me ne renderò conto a carriera finita”. Non manca un commento sulle critiche: “Serie A troppo per me? Non mi sento di rispondere, a volte parlano i fatti. Non sono una persona meschina, ognuno ha le proprie opinioni, sono più il tipo di persona che reagisce a questo tipo di commenti con il lavoro”.

McKennie e CR7

Il centrocampista ha anche raccontato la convivenza nello spogliatoio con Cristiano Ronaldo: “Vivere lo spogliatoio con Cristiano Ronaldo? È stato incredibile. Tutto quello che senti sulla sua personalità è vero. Tornavamo alle 3 del mattino e andava a farsi il bagno ghiacciato. È stata un’esperienza incredibile”.

Oltre al calcio, McKennie coltiva altre passioni: “Non sono ciò che ti aspetti quando pensi a un giocatore di calcio professionista e credo che questo mi rappresenti. Amo il calcio, ma non sono solo un calciatore. Mi piace la musica, il golf, cerco di non limitare la mia vita solo al calcio. Uso il simulatore che ho a casa, così posso giocare a golf quando voglio”.

Il problema degli infortuni

Riguardo agli infortuni, ha sottolineato l’importanza della dimensione mentale: “La frattura del piede? Quando mi sono rotto il piede, non ero in grado di camminare e ovviamente di giocare. Lì ho capito quanto erano importanti le cose che facevo fuori dal campo. Se vivessi solo per il calcio e non potessi praticarlo, non avrei saputo cosa fare. Ero devastato. La forza mentale di un atleta è molto importante. Devi imparare a non farti condizionare da altre cose. Credo che mi aiuti, ma per un calciatore che presta attenzione a questo il mio consiglio è quello di concentrarti su quello che puoi controllare”.

Infine, McKennie ha condiviso i propri rituali post-partita e l’emozione per il Mondiale in casa: “Cosa faccio dopo una partita? Parlo con me stesso allo specchio. Cerco un dialogo interiore e rifletto su cosa potessi migliorare. Il Mondiale in casa? Sarà un’esperienza incredibile. Non solo per me, ma anche per i miei compagni. Giochiamo tutti in Europa, quindi ci sono tanti familiari o amici che non possono venirci a giocare. Giocare i Mondiali in America permetterà a tutti di poter esserci”.

Redazione

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