Il calciomercato della Juventus ruota attorno ai grandi rinnovi, ma anche alle possibili partenze eccellenti che potrebbero costringere la dirigenza bianconera a ridisegnare la rosa. Tra i nomi caldi in uscita c’è quello di Andrea Cambiaso, finito nel mirino di diversi top club europei. Nel caso in cui il laterale italiano dovesse lasciare Torino, la Juventus ha già individuato il profilo ideale per raccoglierne l’eredità: si tratta di Djed Spence, terzino di proprietà del Tottenham.
L’esterno inglese mette d’accordo l’intera area tecnica della Continassa. Spence viene infatti considerato la soluzione perfetta per una serie di fattori chiave: caratteristiche tecniche, giovane età e ampi margini di crescita. Un profilo futuribile ma già pronto per palcoscenici importanti.
Il fattore Serie A: il legame con il Genoa e la spinta di Ottolini
Uno dei grandi punti di forza di Djed Spence è che non avrebbe bisogno del classico periodo di adattamento al calcio italiano. Il classe 2000 conosce già molto bene la Serie A, grazie all’esperienza maturata con la maglia del Genoa nella seconda parte della stagione 2023-24. In rossoblù l’inglese ha dimostrato di sapersi calare perfettamente nei tatticismi del nostro campionato, un dettaglio non da poco che sta spingendo la dirigenza juventina ad accelerare i contatti.
Il retroscena di mercato: il ruolo di Marco Ottolini
Dietro l’ipotesi di un ritorno in Italia di Spence c’è una precisa strategia societaria. A spingere con forza sul nome del terzino inglese sarebbe soprattutto Marco Ottolini. Il dirigente, che aveva intuito il potenziale del giocatore portandolo proprio a Genova, oggi collabora attivamente con Damien Comolli nelle strategie di mercato della Juventus.
Il legame di stima tra Ottolini e l’entourage del calciatore potrebbe rappresentare una corsia preferenziale per battere la concorrenza e blindare l’accordo in tempi brevi.
Trattativa con il Tottenham: la situazione e gli ostacoli
Portare Djed Spence a Torino, tuttavia, richiede una complessa operazione diplomatica con il Tottenham, club proprietario del cartellino. Gli Spurs e il loro presidente Daniel Levy sono storicamente noti per essere una bottega carissima, difficilmente disposta a concedere sconti o a cedere i propri asset a condizioni di favore (come prestiti con diritti di riscatto troppo bassi).
Tuttavia, lo scenario attuale a Londra potrebbe giocare a favore della Juventus. Sulla fascia sinistra degli inglesi la concorrenza è aumentata sensibilmente, riducendo lo spazio a disposizione del classe 2000. La necessità del Tottenham di sfoltire la rosa e l’esigenza del giocatore di trovare continuità potrebbero ammorbidire le pretese del club britannico, aprendo la strada a un trasferimento in Italia a cifre più accessibili.
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