La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha ufficialmente un nuovo presidente: Giovanni Malagò è stato eletto alla guida del calcio italiano con una maggioranza netta, segnando l’inizio di una nuova fase istituzionale che si protrarrà fino all’estate del 2028.
L’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha ottenuto il 68,58% dei consensi, superando Giancarlo Abete, attuale vertice della Lega Nazionale Dilettanti. L’elezione arriva in un contesto di rinnovamento dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, seguite all’eliminazione della Nazionale dai Mondiali.
Partecipazione ampia e consiglio confermato
L’assemblea elettiva ha registrato una partecipazione significativa: 245 delegati accreditati su 273, con 460 voti espressi su un totale ponderato di 516. Un dato che conferma il forte coinvolgimento del sistema calcistico italiano in questa fase di transizione.
Come previsto, è stato riconfermato integralmente il consiglio federale, composto dai rappresentanti delle principali componenti del calcio nazionale: Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori. Un equilibrio istituzionale che punta a garantire continuità gestionale.
Il profilo del nuovo presidente
Figura di lungo corso nello sport italiano, Malagò ha costruito la propria carriera dirigenziale a partire dal Circolo Canottieri Aniene, assumendone la presidenza nel 1997. L’anno successivo ha guidato gli Internazionali di tennis di Roma, per poi ricoprire anche il ruolo di presidente della Virtus Roma nel basket tra il 2000 e il 2001.
Dal 2013 ha guidato il CONI per tre mandati consecutivi, un periodo segnato da risultati sportivi di rilievo per l’Italia. Tra questi spiccano le Olimpiadi di Tokyo 2021, Parigi 2024 e la prospettiva di Milano–Cortina d’Ampezzo 2026, oltre all’assegnazione dei Giochi invernali proprio all’Italia.
Le sue prime parole da neo presidente FIGC
“Le prime cose da fare? Compattare la squadra, ripristinare un rapporto con un pezzo della politica. Con qualche persona di questo mondo bisogna ripristinare un discorso. Sicuramente c’è da provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato “E’ veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Ma da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto. La mia elezione? Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto? Un dato di fatto è che l’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%… un 12% era dalla LegaPro… Il risultato è importante. Il primo consiglio sarà il 1° luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci sono situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà. Il tempo è clamoroso: c’è il CIO, c’è un fine settimana con San Pietro e Paolo, poi il 30 giugno è complicato… Problemi? Non è che ora si risolvono Se avessero segnato i rigori contro la Bosnia, oggi non sarei qui. Serve disponibilità a cambiare, Gravina si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha sottolineato che non ha portato nessuna riforma: qualcosa si deve fare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.
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