La Juventus sta costruendo un attacco molto diverso rispetto alle ultime stagioni. Gli arrivi di Randal Kolo Muani e del giovane talento Kerim Alajbegovic rappresentano due operazioni differenti per età, esperienza e caratteristiche tecniche, ma accomunate da un obiettivo preciso: rendere il reparto offensivo bianconero più rapido, imprevedibile e moderno. Per Luciano Spalletti questi innesti possono modificare non solo le gerarchie offensive, ma anche il modo in cui la Juventus attacca gli spazi, pressa gli avversari e crea occasioni da gol.
Kolo Muani, il centravanti moderno che cambia il ritmo
Randal Kolo Muani non è il classico numero 9 d’area. La sua forza principale è la capacità di muoversi continuamente su tutto il fronte offensivo, portando delle caratteristiche che possono giovare allo scacchiere di Spalletti: l’ attacco della profondità, la velocità in campo aperto, un pressing aggressivo, la capacità di dialogare con i compagni, i movimenti senza palla. Con lui la Juventus può diventare una squadra meno statica e più verticale. Nelle ultime stagioni l’attacco bianconero ha spesso faticato a risalire il campo con rapidità mentre Kolo Muani offre invece una soluzione immediata nelle transizioni offensive.
Alajbegovic, talento e imprevedibilità
Alajbegovic rappresenta il profilo di prospettiva, ma anche una possibile sorpresa immediata. Può agire da seconda punta, trequartista o esterno offensivo, soprattutto a sinistra, aggiungendo qualità nell’uno contro uno. Il bosniaco può incrementare il numero di dribbling, di cambi di direzione rapidi, di tiri dalla distanza, di inserimenti senza palla, ma soprattutto di creatività negli ultimi metri. La Juventus ha avuto spesso difficoltà contro difese basse e compatte e, in questo contesto, Alajbegovic può diventare un’arma preziosa, soprattutto quando servono giocate individuali per rompere l’equilibrio.
Il modulo che valorizza entrambi: il 2-1 o il 3-1 in avanti
Tralasciando difesa e centrocampo, Spalletti potrebbe proporre una Juventus con un attacco 2-1 (due trequartisti e una punta) o 3-1 (tre trequartisti e un attaccante). Nel primo caso, Yildiz garantirebbe rifinitura e gioco tra le linee, Alajbegovic strappi e uno contro uno, mentre a Kolo Muani spetterebbe la fase di pressing oltre a dare profondità. L’attaccante francese può allungare le difese avversarie, il turco può giostrarsi fra le linee, il bosniaco può pungere partendo da destra o scambiarsi con il numero 1.
Nel secondo caso invece ci possono essere più opzioni. Lasciando Kolo Muani come vertice offensivo, Alajbegovic potrebbe essere libero di agire sul suo versante preferito, il mancino, con un spostamento di Yildiz al centro nelle vesti di trequartista puro, e l’inserimento di un Conceicao a destra.
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