Nel corso di un intervento a Radio Radio, Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, ha espresso il proprio punto di vista su diversi aspetti legati all’attuale momento del club bianconero. Il primo tema affrontato riguarda il futuro di Luciano Spalletti e l’ipotesi di un suo rinnovo contrattuale. Moggi ha chiarito come la decisione non possa prescindere dalle ambizioni della società: “Il rinnovo di Spalletti? Dipende dai programmi della società. Spalletti, con l’accettazione del contratto di sei mesi, ha dimostrato di essere disponibile, ma vorrà capire fino a che punto la Juventus può competere.”
Secondo l’ex dirigente, il vero nodo è rappresentato dagli obiettivi sportivi: “Una squadra che lotta per il terzo, quarto o quinto posto non serve a nessuno: i tifosi vogliono competitività per i primi posti.” Da qui la riflessione più ampia sulla volontà della dirigenza: “Il punto è capire se la società è disposta a fare ciò che serve per tornare a vincere: servono tanti ritocchi.”
I difetti della Juventus
Moggi ha poi analizzato le lacune tecniche della Juventus, soffermandosi in particolare sul reparto di centrocampo: “Alla Juve manca un centrocampo armonico.” Pur riconoscendo alcune qualità all’attacco, ha sottolineato i limiti strutturali della squadra: “L’attacco ha dei problemi, ma ha velocità e può fare bene in contropiede. Quando però bisogna costruire la partita emerge il problema.” La soluzione, secondo lui, passa da una mediana più equilibrata: “Serve un centrocampo che tenga le distanze, difenda la difesa e alimenti l’attacco. In questo momento manca ordine e sostanza.”
Il confronto Yildiz-Del Piero
Infine, spazio al confronto tra Kenan Yildiz e Alessandro Del Piero. Moggi ha elogiato il talento del giovane turco, ma ha voluto fare una distinzione netta: “Yildiz è un giocatore nato, su questo non c’è dubbio.” Tuttavia, ha spiegato perché il paragone con Del Piero sia prematuro: “Del Piero era sia ‘il miglior centrocampista’, sia ‘il miglior attaccante’ delle squadre in cui giocava.” Su Yildiz, la visione è chiara: “Col piede scrive, letteralmente. Però è più un giocatore da rifinire.” La sua collocazione ideale, secondo Moggi, sarebbe avanzata: “Io lo vedrei più dietro le punte: se c’è armonia con gli attaccanti, può diventare un crack, ma non lo considererei un regista, men che meno un centrocampista.”


