Anche Fabio Caressa ha detto la sua sulla prima partita vinta da Igor Tudor come allenatore della Juventus. Ecco cos’ha detto il giornalista sportivo durante la diretta a Sky Sport.
Le parole di Caressa su Tudor
“Delle cose diverse con Tudor si sono viste. Tenendo come riferimenti la sua gara col Genoa e la media delle 3 precedenti con Motta, il possesso palla con lui è diminuito moltissimo: dal 67% al 49% col Genoa. Diminuiti moltissimo anche i passaggi, da 623 a 416. Sono invece incrementati i passaggi lunghi, passando da 31 a 52, ci si è affidati a Vlahovic. I passaggi in avanti sono aumentati, arrivando al 38% rispetto al 26%. I passaggi riusciti sono invece diminuiti all’80.5% rispetto all’88.9%, e questo è successo proprio perché sono aumentati i passaggi in avanti. E sono aumentati anche i dribbling: col Genoa 12, prima 7.6. Si evince da questi numeri un cambio filosofico rispetto a Motta. La Juve ha fatto girare di meno il pallone, cercando di più la verticalizzazione, anche a costo di andare col pallone lungo perché Tudor gioca più cosi rispetto a Motta. E guardate i dati di Tudor con la Lazio: con il suo arrivo in biancoceleste l’intensità del pressing aumentò moltissimo, l’efficacia del pressing anche, come gli xG dai recuperi alti. E cambiò profondamente anche la tipologia di passaggi. Questo per dire che prendi Tudor e sai che Tudor gioca così, ha queste caratteristiche. Quindi fai una scelta importante e sai che Tudor è questo“.
Caressa e io confronto fra il Bologna e la Juventus di Motta
“Tudor ha delle caratteristiche e quando lo prendo sai che giocherai in un certo modo e fai una scelta importante, poi sai che Motta è un altro tipo di allenatore e non puoi essere sorpreso come gioca Motta e non puoi essere sorpreso dal fatto che cambia capitano ogni due giorni. Non puoi essere sorpreso dal fatto che ha dei rapporti difficili con alcuni giocatori perché ce l’aveva pure a Bologna oppure non lo conoscevi e questo è un punto fondamentale e la stagione alla Juventus e quella del Bologna dell’anno scorso sono sovrapponibili. Al Bologna lo puoi fare, e non ne sono nemmeno sicuro, alla Juve no. Lo avevamo detto dall’inizio che bisognava scegliere un solo capitano. Ma alla base del pensiero di Motta non ci sono i giocatori ma c’è Thiago Motta, tanto è vero che diceva il capitano sono io e non quelli che scendono in campo e l’ideologia ha superato l’importanza dei giocatori, la storia della Juventus ma quello che mi sorprende è che quando fai una scelta così importante e così decisiva e contro la storia della Juve, lo devi sapere cosa vai a prendere”.
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