Juventus, Sabatini critica: “Partita piena di contraddizioni”

Il giornalista sportivo ha commentato l'uscita dalla Coppa Italia dei bianconeri dopo la sconfitta contro l'Atalanta

Sulle colonne di Calciomercato.com, Sandro Sabatini analizza l’uscita di scena della Juventus dalla Coppa Italia, eliminata dall’Atalanta con un netto 3-0 maturato ieri sera allo Stadium. Il commentatore sintetizza così la serata bianconera: “Troppo rigore e poco Spalletti. Questi sono i titoli per una partita che finisce 3-0 per l’Atalanta che vola dunque nelle semifinali di Coppa Italia mentre la Juventus esce con un risultato che fa rumore. Anche perché la partita è stata piena di contraddizioni. Merito dell’Atalanta che alla fine giustamente esulta, demerito per la Juventus dal 70′ in poi.”

Secondo Sabatini, infatti, per oltre sessanta minuti la Juventus aveva tenuto l’Atalanta nella propria metà campo, trovandosi sotto nel punteggio esclusivamente per un episodio: “Perché per un’ora abbondante di gioco la Juve aveva messo lì l’Atalanta e era sotto solo e soltanto per un rigore ineccepibile dal punto di vista del regolamento, perché il braccio di Bremer è fuori dalla figura, ma dal punto di vista della purezza calcistica questo regolamento lascia abbastanza esterrefatti.”

Un penalty corretto sul piano normativo, ribadisce Sabatini, ma che non fotografava del tutto l’andamento della gara: “Rigore comunque giusto, lo ripeto, ma l’1-0 dell’Atalanta sembrava perfino non tanto giusto, considerando la mole di gioco, di occasioni e di arrembaggio della Juventus.” Una pressione offensiva spesso disordinata, tanto che dalla panchina si è visto più volte Spalletti richiamare i suoi alla lucidità.

“Cambi incomprensibili”

Una lucidità che, paradossalmente, è sembrata trasformarsi in eccessiva prudenza dopo le sostituzioni, giudicate poco chiare: “La calma poi c’è stata, ma anche troppa quando Spalletti ha operato dei cambi che risultano difficili da comprendere.” Con la squadra sotto di un gol e ancora diversi minuti da giocare, la scelta di togliere David per adattare McKennie come riferimento offensivo ha tolto certezze: “E lì la squadra ha perso tutti i punti di riferimento, non evidentemente solo per i cambi ma anche per una certa sfiducia, una frenesia che non portava a nulla di buono.”

Il finale è stato tutto a favore dell’Atalanta, capace di colpire in contropiede con grande precisione e di chiudere definitivamente il match. Sabatini sottolinea come le ultime iniziative della Juventus — con Zhegrova, Openda e altre azioni offensive — abbiano messo in evidenza limiti strutturali importanti: “una serie di azioni che devono far riflettere sul fatto che a questa squadra manca un centravanti da Juventus.”

Ma il problema, conclude, non è solo tecnico: “Ma manca anche la consapevolezza che certe situazioni non possono essere giustificate solo e soltanto con la sfortuna, oppure con ‘il gioco c’è manca solo il risultato’. No, certe situazioni vanno raccontate in maniera più completa.”

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