Francesco Oppini, intervenendo a Rai Sport, ha commentato il pareggio della Juventus a Roma sottolineando come la squadra abbia dato segnali di presenza e carattere, pur sprecando alcune opportunità rilevanti. A suo avviso, continua a tenere banco il dibattito sui presunti limiti dell’organico, soprattutto in attacco e tra i pali: “La Juve ha risposto presente e cestinato secondo me delle occasioni abbastanza importanti e tutti continuano a parlare del fatto che la Juve abbia un problema davanti con l’attaccante e dietro col portiere, perché questo ormai è riprovato più volte”.
Secondo Oppini, nella sfida dell’Olimpico il tecnico Spalletti avrebbe intuito un calo di energie mentali dopo la maratona di 120 minuti disputata pochi giorni prima. Per questo avrebbe cercato di riaccendere lo spirito del gruppo puntando sull’orgoglio e sulla determinazione, scegliendo Gatti come simbolo di grinta e presenza offensiva: “Però a Roma Spalletti ha capito che la squadra aveva finito la benzina mentale dopo il grandissimo sforzo di mercoledì, quei 120 minuti, ha preso il gruppo, ha voluto riattivare l’anima della squadra prendendo il cuore con Gatti, che come ben si può vedere, è più punta di Openda questa la dice lunga”.
Il futuro di Vlahovic
Parlando poi del futuro di Vlahovic, Oppini ha spiegato che la trattativa per il rinnovo sarebbe ancora in una fase interlocutoria rispetto a qualche mese fa. L’auspicio è che la decisione non venga affidata esclusivamente ai numeri o agli algoritmi, ma tenga conto soprattutto della condizione fisica e del potenziale del giocatore, considerato un possibile punto di riferimento per il futuro bianconero: “Io so che intanto sicuramente la situazione è rimasta aperta rispetto a pochi mesi fa, però io mi auguro che non si usino gli algoritmi per definire questa situazione, perché qua si parla di integrità fisica di un giocatore che deve comunque o dovrebbe diventare l’uomo, la punta della Juve. È un discorso molto delicato”.
Il finale di stagione della Juventus
Infine, Oppini ha evidenziato come le ultime undici partite saranno decisive per comprendere la direzione che prenderà la Juventus, non solo sul campo ma anche a livello societario. Ha ribadito la sua stima per Spalletti, che confermerebbe senza esitazioni, ma ha anche espresso il timore che l’allenatore possa nutrire dubbi qualora non percepisse ambizioni adeguate da parte della dirigenza: “Io credo che in questi mesi che mancano di queste 11 partite si potrà capire molto di più di quello che poi sarà la Juve in generale, perché io comunque Spalletti, per esempio, che terrei stretto con 20 tenaglia alla Juventus dell’anno prossimo, ho paura che sia lui stesso magari ad avere delle riserve fino a stagione, qualora vedesse una non competitività della dirigenza, perché oggi lui sta facendo meglio della dirigenza, sta chiedendo delle cose che non gli sono arrivate”.
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