Antonio Conte è uno dei principali candidati per diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Già prima della vittoria del Napoli contro il Milan (1-0), il suo nome circolava tra i favoriti per il ruolo, ma la sua recente conferenza stampa ha dato nuova forza alla sua candidatura. A proposito del possibile ritorno sulla panchina azzurra, Conte ha dichiarato: “Fossi nel presidente della Federazione, metterei il mio nome tra il novero dei candidati. Conosco l’ambiente, ho fatto il CT per due anni. È un motivo di lusinga ed è bello rappresentare il paese. Però conoscete la mia situazione, ho un altro anno di contratto e a fine stagione mi confronterò col presidente De Laurentiis”.
La situazione
Le parole di Conte hanno aperto una vera e propria porta a un suo ritorno, un’opportunità che potrebbe concretizzarsi dopo aver ricoperto il ruolo di commissario tecnico dal 2014 al 2016, un periodo che ha visto l’Italia tornare protagonista a livello internazionale. Nonostante l’entusiasmo intorno al suo nome, la corsa al nuovo tecnico è solo all’inizio e non si concluderà prima dell’estate, precisamente il 22 giugno, quando sarà eletto il nuovo presidente della FIGC. Questo evento segnerà l’avvio ufficiale delle trattative per il futuro del tecnico azzurro.
Massimiliano Allegri è un altro candidato molto forte, considerato una delle alternative principali a Conte. Sebbene Allegri non si sia espresso in maniera così diretta come il suo collega, non ha chiuso la porta a questa possibilità. Anzi, il suo nome è ben visto dai principali potenziali futuri presidenti federali. L’allenatore della Juventus ha l’esperienza e il curriculum necessario per affrontare il gravoso compito di guidare la Nazionale, e la sua personalità è considerata un punto di forza per un ruolo così prestigioso.
Un altro nome che circola tra i candidati è quello di Roberto Mancini, che ha guidato l’Italia alla vittoria del campionato europeo nel 2021. Tuttavia, la sua candidatura non raccoglie il consenso unanime. Dopo la delusione della mancata qualificazione al Mondiale 2022 e la successiva partenza per l’Arabia Saudita, alcuni lo vedrebbero volentieri di nuovo alla guida della Nazionale, come ad esempio Giancarlo Abete. Mancini, pur avendo salutato la Nazionale nel 2023 per un nuovo progetto, si sarebbe pentito della sua decisione e sarebbe disponibile a tornare per il dopo Spalletti. Tuttavia, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e il leggendario Gianluigi Buffon scelsero invece Gattuso in quella circostanza.
Infine, il nome di Carlo Ancelotti può essere depennato dalla lista dei papabili: il tecnico ha rinnovato recentemente il suo contratto con la Federazione brasiliana fino al 2030. Al momento, resta solo una suggestione il nome di Pep Guardiola, ma la sua candidatura appare alquanto improbabile. Invece, Gian Piero Gasperini e Simone Inzaghi si sono rapidamente defilati, riducendo ulteriormente il numero dei possibili allenatori per la panchina azzurra.
Con il quadro che si delinea e la figura del nuovo commissario tecnico sempre più centrale, il futuro della Nazionale italiana potrebbe essere definito solo dopo l’elezione del nuovo presidente della FIGC, ma i nomi in corsa sono ormai noti e pronti a dar vita a una sfida all’altezza del calcio italiano.
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Tolto il furbo Mancini vanno bene tutti!