Manuel Locatelli, capitano della Juventus, è stato protagonista di un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A su YouTube, all’interno del format “Champions of Made in Italy”. Nel corso della chiacchierata, il centrocampista ha affrontato diversi aspetti della sua esperienza in bianconero, partendo dalle abitudini del pre-partita nello spogliatoio.
Locatelli ha raccontato il lato più rituale della preparazione alle gare, fatto di gesti ripetuti e grande concentrazione collettiva. “Prima della partita ognuno ha i suoi riti in spogliatoio. Tutti noi abbiamo la nostra postazione personale, la mia prima apparteneva a Cristiano Ronaldo. All’inizio non parliamo molto, lo facciamo per lo più dopo il riscaldamento. Poi ci abbracciamo, ci guardiamo negli occhi… giocare qua, in questa squadra e in questo stadio per noi è un privilegio”.
Ripercorrendo il proprio percorso calcistico, il centrocampista ha ricordato le tappe fondamentali della sua crescita, iniziata in oratorio e proseguita tra settori giovanili importanti fino ad arrivare ai grandi palcoscenici del calcio italiano. “Ho iniziato con il calcio a tre anni, in oratorio. La prima squadra era stata quella di mio papà, il Pescate. Poi sono andato all’Atalanta e mio papà si lamentava perché mentre tutti gli altri bambini andavano dietro al pallone, io preferivo giocare con più calma e osservare. A 11 anni sono andato al Milan e ho fatto tutta la trafila, poi c’è stato il Sassuolo e ora la Juve”.
Parlando della sua vita quotidiana a Torino, Locatelli ha descritto un ambiente che gli permette di vivere con tranquillità anche fuori dal campo, tra semplicità e normalità. “Torino mi piace molto, è una bellissima città. Cerco di fare una vita tranquilla, qui i tifosi ti lasciano stare, non è una città stressante. Poi mi piace molto il cibo e il vino, poi è chiaro che non posso berlo tutti i giorni”.
Infine, il capitano bianconero ha riflettuto sul significato della fascia e sulle figure che hanno segnato la storia della Juventus, tra compagni, leggende e modelli di riferimento. “Ho la fortuna che tanti sono miei amici, come Bonucci e Chiellini. Buffon l’ho conosciuto in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti. Vialli è stata una persona d’oro, con cui ho vinto l’Europeo. E’ stata una persona fantastica, continuo a pensarlo. Per me essere capitano è unico. Anche parlarne mi emoziona, anche se è una responsabilità doppia perché devo dare l’esempio tutti i gironi, per i miei compagni, i miei tifosi e la mia famiglia”.
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