Sabatini: “La Juventus aveva già le relazioni su David e Openda”

Il giornalista analizza mercato, valutazioni interne e futuro bianconero tra critiche e scenari

sabatini

Il giornalista Sandro Sabatini ha dedicato un lungo intervento alla situazione della Juventus Juventus, concentrandosi soprattutto sulle dinamiche di mercato, sulle valutazioni degli osservatori e sulle strategie societarie degli ultimi anni.

Secondo Sabatini, alcuni nomi seguiti oggi dal club non rappresenterebbero vere “novità” introdotte dalla nuova gestione, ma sarebbero già stati analizzati in passato. Il riferimento principale è a Jonathan David e Lois Openda, due profili offensivi seguiti a livello internazionale.

Le parole di Sabatini

Il giornalista ha spiegato il suo punto di vista con parole molto dirette: “Caro Comolli, passiamo alla Juve, anche qui sfatiamo un mito. Dice, ‘Chi li ha presi? David e Openda’. La Juventus li aveva già prima dell’arrivo di Comolli”.

Ha poi aggiunto un dettaglio sulle valutazioni interne: “Sapete che cosa c’era scritto? La croce, non erano da prendere nessuno dei due”, sottolineando come le relazioni degli osservatori possano incidere fortemente sulle scelte di mercato.

Sabatini ha anche descritto il metodo di lavoro degli scout: “Vi dico come funziona: gli osservatori vanno a vedere i giocatori e possono scrivere tre cose: da prendere, da rivedere, da scartare”. E ha ribadito il giudizio negativo attribuito ai due attaccanti nelle valutazioni precedenti.

Il giornalista ha poi allargato il discorso alla costruzione della squadra e alle ambizioni del club, evidenziando la distanza con le principali rivali: “Se pensate che la Juventus possa vincere lo scudetto così, vi sbagliate: Inter e Napoli sono superiori”.

Non sono mancate considerazioni anche sulla gestione tecnica e sulle possibili pressioni future: “Se la stagione parte male, la prima panchina che salta è quella della Juventus e dentro può entrare Conte, ha ipotizzato, facendo riferimento a possibili scenari di panchina.

Infine, Sabatini ha criticato l’idea di una rosa incompleta per competere ai massimi livelli: “Non puoi fare la difesa con Kalulu, Gatti e Kelly”, ha affermato, aggiungendo che per tornare competitivi serviranno interventi mirati e una costruzione più solida in tutti i reparti.

Redazione

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