Muharemovic sulla Juventus: “Una scuola per difensori, ma il mancato esordio mi ha fatto soffrire”

Il centrale del Sassuolo racconta crescita, amicizie e delusione bianconera: “Con Bonucci e Chiellini un’esperienza unica”

Tarik Muharemovic, difensore centrale classe 2003 oggi in forza al Sassuolo e nel giro della nazionale bosniaca, è tornato a parlare del suo passato alla Juventus in un’intervista rilasciata a DAZN. Il giocatore ha ripercorso tappe importanti della sua crescita, soffermandosi sia sugli aspetti positivi vissuti in bianconero sia sulle difficoltà incontrate nel suo percorso.

Le parole di Muharemovic

Uno dei temi principali è il legame nato nello spogliatoio juventino con alcuni compagni, diventati veri punti di riferimento anche fuori dal campo. Muharemovic ha raccontato: “Yildiz e Huijsen sono i miei migliori amici nel calcio, insieme a Volpato, ma con Kenan e Dean siamo come fratelli. Ho un bel rapporto anche con le loro famiglie. Quando io non stavo bene e ho avuto il primo infortunio ho dormito a casa di Yildiz perché non volevano lasciarmi da solo. Una cosa che non dimenticherò mai”.

Parlando del suo arrivo alla Juventus, il difensore ha sottolineato il salto di qualità affrontato: “La Juventus era uno step molto grande. Arrivare dall’Austria in un club così è una cosa molto grande. Una scuola per i difensori perché quando ero lì c’erano Bonucci e Chiellini. Se ti alleni con loro è un’esperienza che resta per sempre. Se ti danno qualche consiglio o aiuto ti resta. Quando ci vediamo oggi ci salutiamo e ci parliamo, è una cosa molto bella”.

Il passato alla Juventus di Muharemovic

Non sono mancate però anche le parole più amare legate al mancato debutto con la maglia bianconera: “Il mancato esordio con la Juve? Non mi piace parlare di questo, perché ho passato dei momenti non bellissimi. Non è stato facile guardare i compagni esordire e io essere l’unico a non giocare. Non mi piace parlare di questo perché stavo molto male”.

Tra gli episodi curiosi anche un ricordo su Massimiliano Allegri: “Una volta mi ha chiamato maggiordomo ma non ho mai capito cosa volesse dire. L’ha detto anche a Dean e ad altri ragazzi”.

Infine, il passaggio al Sassuolo e la scelta di lasciare Torino: “Quando siamo tornati dal ritiro in Germania con la Juve ho comunicato che avrei voluto prendere un’altra strada, sia che fosse Serie A o Serie B. Poi mi ha chiamato il Sassuolo e il progetto mi è piaciuto subito. Una scelta che rifarei ancora oggi, sono molto contento qui. L’ho detto al mio procuratore: se ci sono dei giovani che vogliono crescere e giocare, il Sassuolo è il club perfetto”.

Redazione

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