Nel suo lungo intervento sul palco dell’evento de “La Stampa per voi”, l’amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali, dopo aver trattato i temi Kolo Muani, Alajbegovic e sul mercato in generale, si è focalizzato su Nazionale e Vlahovic.
Le parole di Giovanni Carnevali
“Secondo me Malagò poteva muoversi meglio perché lui è stato un candidato soprattutto da parte della Serie A. Penso che Giovanni Malagò è un grande presidente perché basta pensare ai risultati che ha ottenuto la gestione del CONI alle Olimpiadi di adesso, per cui è un personaggio di sport con delle grandi conoscenze. Quello che abbiamo chiesto noi è quello di costruire una federazione come se fosse un po’ una società di calcio.
Non soltanto con un presidente, ma anche con un direttore sportivo, un direttore tecnico. Perché noi dobbiamo cercare di ricostruire la Nazionale non tanto da quello che è la prima squadra, che sicuramente è quella che non siamo andati ai mondiali per cui un danno sotto tutti gli aspetti, ma cercando di ripartire dalle basi. Quindi dai ragazzi, dai giovani, ripartire con educatori piuttosto che tecnici, per cui rivedendo un po’ tutto il progetto sportivo che in questi ultimi anni invece non siamo stati in grado di fare. E’ chiaro che poi, dopo la scelta di Paolo Maldini e di Leonardo, ero convinto che ci fossero due persone brave, capaci, con delle esperienze, con un tipo di visione”.
Su Pirlo e sulle scelte di Malagò
“Purtroppo siamo caduti nell’errore di una scelta e mi dispiace anche per Pirlo. Perché indipendentemente dal fatto capacità o non capacità o quello che può essere, è stato attaccato in un modo molto forte per scelte magari anche sbagliate. Ma qui forse sarebbe stato giusto pensarci un po’ prima. Noi come Serie A ci eravamo anche disposti a fare un investimento per andare a trovare tecnici che abbiano le qualità.
L’importante, e questo è sempre stato il mio modo di lavorare, è quello di non andare mai a inserire gli amici perché sono amici, ma inserire persone che sono capaci, persone che abbiano la possibilità di far crescere il nostro sistema. Alla fine il presidente Malagò è andato a ricadere sulla sua prima scelta che era Mancini, che era quell’allenatore che lui voleva. Reputo che Mancini sia un ottimo allenatore e ma non mi è piaciuto come si è comportato con la nostra nazionale e questo mi dispiace”.
Sul Mondiale
“Ho visto sicuramente la crescita del movimento di società, soprattutto anche giocatori sconosciuti. I giocatori che riescono a ottenere dei risultati ti appassionano e questo è il bello di un Mondiale. Sappiamo il valore che c’è. Sono partite che si giocano con temperature di un certo tipo, a orari diversi, per cui il risultato sportivo viene meno rispetto al valore tecnico della federazione”.
Carnevali sulle tensioni Uefa-Fifa
“Sono ben 55 le federazioni che sono contrarie a quello che sta portando avanti la FIFA. Credo anche che quello che sta facendo Infantino e che ha fatto, lo stiamo vedendo un po’ tutti. Si sta portando in una direzione che è un po’ diversa da quello che è lo spirito. Ogni club ha la sua visione, ma anche ogni persona. Io amo lo sport, per cui amo la trasparenza, mi piace la sfida, mi piacciono le cose pulite. Mi piace lo sport e lo sport, tante volte ,non è quello che sta portando avanti il pensiero della FIFA. Non sarà facile da fermare perché tante volte il potere non si ferma. Ma penso che il fatto che 55 federazioni non siano d’accordo, possa essere un punto di partenza per fermarlo”.
Su Vlahovic e Spalletti
“Vlahovic non l’ho mai incontrato. So che la Juventus gli aveva fatto una proposta che non è stata accettata, per cui è una cosa molto semplice: non sono quello che va a rincorrere gli atleti, i giocatori, soprattutto quando ci sono proposte molto allettanti e soprattutto con investimenti importanti da parte della società. Mi sono sempre reso disponibile a parlare con i suoi procuratori, con chiunque possa essere, ma io non ho mai avuto incontri con lui.
Impatto con Spalletti ottimo perché è una persona che può sembrare particolare, ma io lo definisco speciale. E’ un uomo molto profondo da cui puoi imparare tante cose. E’ bello poter collaborare con lui, confrontarsi ed è un ottimo allenatore. Uno dei più bravi e più forti, per cui sono felicissimo di poter lavorare con lui e credo che ci potremo togliere delle belle soddisfazioni”.
Sul prossimo mercato della Juventus
“Abbiamo tanto da fare perché soprattutto nelle uscite non è facile, ma dobbiamo pensare anche a come rinforzare la squadra e fare diverse operazioni. Il mercato è ancora lungo, termina il primo settembre e non mi piace il fatto che ci sia il campionato che si gioca con il calciomercato aperto. Anche l’anno scorso Serie A, Bundesliga, Premier League e Ligue 1 erano d’accordo, la Liga no. Alla fine ci siamo dovuti comunque adeguare alla volontà della Liga Spagnola, ma non va bene perché penso che il calciomercato dovrebbe chiudere nel momento in cui inizia il campionato di calcio”.
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