Paolo Di Canio ha commentato ai microfoni di Sky Sport le recenti dichiarazioni di Luciano Spalletti nei confronti di Randal Kolo Muani. Il tecnico della Juventus, dopo la sfida contro il Frosinone, aveva richiamato l’attaccante francese, lasciando intendere di aspettarsi qualcosa in più dal suo rendimento e soprattutto dal suo atteggiamento.
Secondo Di Canio, dietro le parole dell’allenatore bianconero ci sarebbe una precisa volontà: stimolare il giocatore e impedirgli di sentirsi troppo sicuro del proprio posto all’interno della squadra. L’ex attaccante ritiene infatti che Spalletti non sia solito utilizzare determinati toni senza una ragione precisa.
Di Canio: “Spalletti quando parla non è mai banale”
L’analisi parte proprio dal modo di comunicare dell’allenatore juventino. Di Canio sottolinea come il tecnico abbia probabilmente scelto deliberatamente di intervenire sul giocatore dopo una prestazione che non lo avrebbe soddisfatto.
“Spalletti quando parla non è mai banale e non è che si sia sbagliato – spiega l’ex attaccante – Dopo la prima giornata ha detto quelle cose oltre ad altre molto belle e carine, ma a mio modo di vedere lo ha fatto perchè se il ragazzo si è allenato bene fino al sabato per poi offrire quella prestazione, è chiaro che l’allenatore possa pensare che se non gioca da due anni ci sarà un motivo. Mi viene il dubbio che Kolo Muani si senta troppo tranquillo. Dopo due anni da girovago ha ritrovato la Juventus in un nuovo scenario nel quale lui pensa di essere solo visto che non c’è più Vlahovic, inconsciamente può succedere, per questo l’allenatore gli ha voluto dare uno schiaffettino…”
La concorrenza e le aspettative sulla punta francese
Il punto centrale del ragionamento riguarda dunque la condizione psicologica di Kolo Muani. L’assenza di Dusan Vlahovic nello scenario attuale potrebbe, secondo Di Canio, aver modificato le percezioni dell’attaccante francese rispetto al proprio ruolo.
Proprio per questo Spalletti avrebbe scelto di alzare immediatamente il livello delle richieste. La Juventus ha bisogno di un Kolo Muani protagonista, determinato e continuo, soprattutto considerando le ambizioni della squadra e il peso offensivo che ricade sulle sue spalle.
Il messaggio dell’allenatore, quindi, può essere letto come un invito a non abbassare la guardia. Per Di Canio, quel richiamo non rappresenterebbe necessariamente una bocciatura, bensì uno stimolo affinché il francese torni a esprimere pienamente le proprie qualità.
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