Pimenta: “Il ritorno di Pobga studiato ad aprile, ora torna presto”

L’agente del calciatore si concede per un’intervista nella quale tocca tantissimi temi

L’agente di Paul Pogba, Rafaela Pimenta, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport. Dal francese a tanti altri temi, la procuratrice ha parlato davvero di tutto. Ecco le sue dichiarazioni:

«Direi che è andata bene: quando i giocatori realizzano i loro desideri vuol dire che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Haaland voleva andare al City, Pogba alla Juventus… tutto è andato bene».

«Era fantastico lavorare con Mino Raiola. Ci siamo sempre divisi i compiti, ma siamo sempre andati nella stessa direzione. Sono stati anni bellissimi, in cui è cambiato il modo di fare il nostro lavoro e noi ci siamo adeguati».

«Un problema non raro tra i calciatori, quello di vivere situazioni di tensione o di ricatto. Vengono minacciati perchè sono soggetti molto esposti. Ho visto di tutto, soprattutto ricatti: i giocatori hanno paura a denunciare queste cose perché temono il danno di immagine o si vergognano. Così tacciono e vivono situazioni di stress incredibile, rischiando di compromettere le prestazioni o addirittura infortunarsi. Tacendo peggiorano la situazione perché un buon agente li può sempre aiutare. Quando Paul finalmente ha deciso di farsi aiutare ha migliorato la situazione e ha capito che c’era una soluzione».

«È entusiasta. Il superpotere di Paul è quello di superare le difficoltà con una forza incredibile e una grande positività. C’è stato un momento nel quale mi ha detto: “Rafaela, basta. Io non voglio pensare più a niente, mi concentro sul mio ginocchio e sul recupero, perché voglio tornare a giocare”. E cosi ha fatto: sono sicura che non ha più ascoltato nessuno e non ha più sentito niente, perché lui è capace di escludere il mondo e concentrarsi solo su un obiettivo».

«Quando c’era lui andavano in ritiro in un albergo e si lamentava delle dimensioni del letto, troppo corto. L’altra cosa era la pasta al pomodoro, diceva che c’era sempre la stessa. Scherzavamo molto su questa cosa».

«La Juventus è stata molto corretta a lasciargli la libertà di decidere, perché il ginocchio è suo. Ora, lui non è un dottore e non lo sono neppure io. Abbiamo sentito molti specialisti, la maggioranza suggeriva l’operazione, altri avevano ipotizzato una terapia conservativa. Ha provato questa ed è andata male. Era convinto che con la terapia sarebbe rientrato prima. Per fortuna ora è finita: tornerà presto in campo per la sua Juve».

«Io non sono convinta che De Ligt parli male della Juve, fa tanta autoanalisi. Quando l’ho conosciuto aveva sempre con sé un libro, leggeva le biografie. Lui pensa sempre al calcio e ripensa a quello che fa. Credo non stia parlando male della Juventus, club in cui si è trovato benissimo, ma faccia analisi di ciò che è andato storto e lo esprima senza filtri. Quando era alla Juve non ha mai parlato male».

«Io so che a Parigi le cose vanno bene e Donnarumma si trova magnificamente, ma il futuro non lo conosce nessuno».

«Kean è un ragazzo, è emerso a sedici anni, ha guadagnato tanti soldi e può averlo confuso, ma ha talento ed è bravo. Alla Juventus tutti concordano sul fatto che è un professionista, non gli rimproverano comportamenti sbagliati. Chiede solo di giocare. Adesso sta diventando un adulto, glielo dico sempre».
Redazione

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