Un 5-1 che non ammette alcuna recriminazione. Napoli e Spalletti superiori sotto ogni aspetto
Napoli-Juventus sarebbe potuta e dovuta essere la gara della riapertura del campionato e, soprattutto, del definitivo rilancio bianconero. Invece la squadra di Spalletti infligge una sonora lezione a quella di Allegri: la Vecchia Signora esce notevolmente ridimensionata dai novanta minuti del Maradona, mentre il Napoli supera a pieni voti un test impegnativo sulla carta.
GiĆ , sulla carta. PerchĆ© sul campo per il Napoli ĆØ tutto facile. Pronti via e gli azzurri fanno capire subito l’aria che tirerĆ al Maradona andando in gol con Osimhen prima e Kvaratskhelia poi. Di Maria colpisce un incrocio dei pali e riapre il match con il gol del 2-1 prima dell’intervallo, ma ĆØ un isolato fuoco di paglia. Il Fideo ĆØ l’unico illuminato fra le fila bianconere, gli altri dieci sono vuoti di idee e faticano persino a trovare luciditĆ e concentrazione. I continui errori di Bremer, ma giusto per citarne uno, sono fin troppo grossi per un giocatore di Serie A, cui forse manca la giusta tranquillitĆ per affrontare una partita importante.
Ne esce che il Napoli, che perde Politano e inserisce Elmas, preme sull’acceleratore arrotondando ulteriomente il punteggio e facendo gioire tutti i tifosi partenopei presenti sugli spalti: prima Rrahmani, poi Osimhen, infine Elmas arrotondano il punteggio fino al 5-1 finale.
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