Fagioli: “Scommesse? Lo facevo per noia. Ora sono più responsabile”

Il centrocampista si è raccontato in una lunga intervista in cui ha ripercorso i motivi che lo hanno spinto alle scommesse. E su Euro2024...

fagioli juventus

Dalla squalifica per scommesse al pianto durante Sassuolo-Juventus e la convocazione in Nazionale per Euro2024: di questo e tanto altro ha parlato Nicolò Fagioli. Il centrocampista della Juventus si è raccontato in una lunga intervista con Walter Veltroni ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Un percorso difficile, di rinascita, che lo ha riportato a giocare titolare nell’ultima sfida contro il Monza e fornire anche un assist vincente per Alex Sandro e la traversa centrata in pieno. Ecco cos’ha detto in merito il bianconero.

Le parole di Fagioli sulla squalifica

“Quando sono scoppiato a piangere, nella partita con il Sassuolo, non era solo per aver messo in difficoltà la mia squadra, ma perché in quel momento è scesa una cappa nera, tutto mi sembrava negativo, tutto scuro. Avevo sbagliato un pallone, ma il mio errore più grave era dentro di me. Il problema è che non ero più padrone di me stesso. Il gioco mi aveva divorato la vita, era diventato un assillo, un incubo. Lo so che sono un ragazzo fortunato, che ci sono miei coetanei in condizioni più drammatiche della mia, che non ho titolo per invocare comprensione. Ma non voglio neanche essere ipocrita. Sono stato inghiottito da un vuoto che non guarda in faccia nessuno, non distingue per classe sociale, non premia né assolve in base al talento. Mi sentivo soffocare ma non trovavo il modo di venirne fuori”.

Fagioli spiega il motivo delle scommesse

“È cominciato tutto come un gioco. Scommettevo, tanto, ma non sulla mia squadra o su di me. Non volevo violare dei principi ai quali credo. So che sembra grottesco che io usi questa parola, ma per me è importante. Pensavo che giocare al calcio e alle scommesse, se le due rette non si incrociavano, non fosse grave. Non ho fatto male allo sport, non ho condizionato risultati o leso diritti di altri. Quando finiscono le 4-5 ore di allenamento, ti si spalanca il vuoto. Se non hai altri interessi, quell’abisso ti attira. Io mi annoiavo, sembra assurdo ma è così. Il successo non è un’armatura che resiste alla solitudine, non ti consente, come una corazza, di far rimbalzare le coltellate del tempo vuoto. Pensi a quanti attori, scrittori, musicisti sono precipitati in dipendenze ancora più letali. La noia mi ha rovinato la vita. E poi ogni problema, anche il più stupido come un litigio o una partita sbagliata, dovevo compensarlo con le scariche di adrenalina che mi dava il gioco. Ogni volta che usavo quel maledetto cellulare, ogni giorno e tante volte al giorno, mi sentivo come se fossi in campo”.

Il percorso di riabilitazione

Un lungo periodo di squalifica che lo ha tenuto lontano dal calcio ma che gli hanno dato la possibilità di riabilitarsi dalle scommesse.

“Una liberazione. Quel tornado, che mi ha sbattuto con le spalle al muro, mi ha costretto a diventare adulto o comunque più responsabile. Vorrei dire a tutti i ragazzi che soffrono che non bisogna aver paura di chiedere aiuto. Mi è dispiaciuto che certi giornali abbiano descritto me e Tonali come due demoni. Io ho fatto male solo a me stesso. Non ho truccato partite, non ho condizionato risultati. Ho sbagliato, giocando su siti illegali e ho perso un sacco di soldi. Perché lo so, ma lo sapevo anche allora, che con quei giochi si perde e basta. E non solo denaro. Mi facevo schifo, mi sentivo un cretino. Ma non potevo farne a meno. Se me ne libererò? Non lo so, forse mai. So che io non ho smesso e non smetto di combatterla. Sarei un bugiardo se dicessi che non riaffiora, che non fa sentire ogni tanto il suo canto seducente. Ma ora lo domino pensando semplicemente a quanto male mi ha fatto. E penso ora che il gioco sia una cosa da sfigati”.

Fagioli, il sostegno della Juventus e la convocazione per Euro 2024

“Sì, in primo luogo la società: rinnovandomi il contratto mi ha dimostrato grande fiducia e vicinanza. Poi mister Allegri e i compagni. Penso a Locatelli, Gatti, Chiesa, Bremer, Vlahovic. Per il resto, con l’aiuto dello psicologo, ho combattuto. Per evitare la tentazione di sporgermi dalla balaustra sul vuoto, ho riempito le giornate dopo gli allenamenti: tennis, padel, sedute di analisi, incontri con le scuole. Per anni ho tenuto questo segreto di fango solo per me, ora posso parlarne, come faccio con lei per la prima volta”.
E sulla convocazione all’Europeo dice:
“Se me lo aspettavo? No, ma ci speravo. Ora voglio dare la vita per essere nella lista per l’Europeo. Se non dovessi riuscirci, tiferò per gli azzurri. Ho cominciato a giocare a quattro anni, a sedici sono andato via di casa perché la Juve mi ha chiamato. Ho lasciato i miei genitori che mi hanno sempre seguito senza mettermi pressioni. Mamma è impiegata, papà distribuisce medicinali e sono stati molto preoccupati per me. Ora li immagino felici e vorrei fossero orgogliosi di me con la maglia azzurra”.
Redazione

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13 Commenti
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2 anni fa

Non puoi annoiarti Nicolò. Se giovane, hai i soldi, sei famoso, sei anche un bel ragazzo…. avessi avuto io queste doti alla tua età.

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2 anni fa

Ti auguro tutto il bene possibile, ma le tue affermazioni sono un offesa per chi ogni giorno cerca di portare a casa un pezzo di pane, non parlare di noia, è una brutta cosa. 😪😪😪 Gli errori si possono fare, ma renditi conto subito del potenziale che hai nei piedi e della carriera che potresti fare, e quando ti intervistano chiedi scusa a te stesso per il danno che ti sei autoinflitto. Spero che questa diventi solo una brutta pagina del libro dei ricordi, e spero di vederti vincente con una grande Juve. E chi ti giudica lascialo nel suo… Leggi il resto »

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2 anni fa

Poveretto comunque. Già a Bologna lo hanno riempito di fischi…. Chissà le prossime.

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2 anni fa

🤞🏻

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2 anni fa

Dimentica tutto e con la tua regia portaci in paradiso

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2 anni fa

La vuoi smettere per favore….non ne parlare più…

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2 anni fa

Non giudicare a sproposito quanta gente ricca finisce con dipendenze peggiori con conseguenze alle volte estreme non fate i saputelli spara sentenze

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2 anni fa

Inaccettabile

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2 anni fa

Dispiace dirlo anche perche’ sono tifoso. Ma come si fa ad annoiarsi con tutti sti soldi che si guadagnano nel calcio? L’annoiato dovrei essere io che e’ una settimana che non esco da casa giacche’ siamo arrivati a fine mese e i soldini sono finiti

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2 anni fa

Vergogna!!

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