Sulle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò ha fatto il punto sul momento della Juventus, tra risultati in campo e strategie di mercato. Il giornalista ha evidenziato l’impatto di Kenan Yildiz, autore dell’assist che ha permesso a Jonathan David di segnare: “Ci dice due cose importanti sulla Juventus: il giovane leader tecnico sa prendersi responsabilità anche quando lo stadio è in fibrillazione, e il mercato ha portato fin qui pochi innesti, ma di qualità. David ha finalizzato con carattere un gol da rapace, nonostante qualche scelta sbagliata”.
Condò ha poi sottolineato come la creatività bianconera sia al momento affidata ai dribbling frenetici ma spesso fumosi di Conceicao, mentre il centrocampo appare più solido che fantasioso.
Sullo sfondo resta il nodo Dusan Vlahovic: “Tutto lo stadio si interroga sul perché rinunciare a una punta che, pur con i suoi difetti – primo fra tutti lo stipendio – ha una naturalezza rara davanti alla porta. Se non dovesse partire, e la società non puntasse su Kolo Muani, la Juve sarebbe costretta a considerarlo nuovamente come una delle proprie stelle. Con scadenze precise, certo, ma con tanti traguardi ancora da centrare prima di un eventuale addio“.
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