Sulle colonne di Tuttosport è intervenuto Giorgio Perinetti. Lo storico dirigente ha parlato di Guglielmo Vicario e di quello che può portare alla Juventus, queste le sue dichiarazioni
LE PAROLE DI PERINETTI
“Ero arrivato da poco al Venezia, in Serie D. Come allenatore avevo preso Paolo Favaretto: è stato lui a farmi il nome di Vicario. Poi mi sono mosso. Ai tempi giocava al Fontanafredda e si stava allenando con il Pordenone, che faceva la C: voleva giocare in quella categoria. Perciò ho provato a capire direttamente dall’Udinese, squadra in cui era cresciuto. Appena è arrivato a Venezia è diventato subito titolare. Ed è stato decisivo, poi: perché lì era un Under e ne avevamo uno davvero forte. Gli consiglio di essere Vicario. Il portiere in fondo è tutto un rimanere in equilibrio, no? Non si può deprimere sull’errore, non si può esaltare per una parata. Giocare per la Juventus vuol dire subire un tiro ogni 45 minuti, a volte. Quindi bisogna avere una struttura mentale e una stabilità, doti che in realtà già possiede. Deve ricordare questo: che le dimensioni delle porte non cambiano, che sia Empoli, Londra, Torino. Ha già dimostrato di poter far bene in piazze importanti. Rimanga se stesso”
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