Mario Adinolfi: “La Juventus è l’immagine di un’Italia che va a picco”

Il giornalista e politico non usa mezzi termini per definire lo stato attuale della Juventus e non risparmia critiche a John Elkann

mario adinolfi

Attraverso i suoi account social, il giornalista e politico Mario Adinolfi ha duramente attaccato la proprietà della Juventus.

Il lungo post di Mario Adinolfi: “Elkann fece fuori Andrea Agnelli”

“John Elkann nel 2022 per pura gelosia fece fuori Andrea Agnelli e non solo da presidente della Juve, ma anche dal board della cassaforte di famiglia (Exor) e dell’azienda madre (Stellantis, nuovo nome della Fiat). Gianni e Umberto Agnelli andarono sempre d’accordo, la Juventus se ne giovò, tra i loro nipoti è stata guerra col problema che tra i due fratelli Elkann il meno scemo è Lapo, che almeno ama i colori bianconeri in ossequio al mito del nonno, John invece coltiva la cupio dissolvi di chi sa di non esserne minimamente all’altezza e il calcio peraltro non l’appassiona, lui venderebbe volentieri la squadra: per renderla qualcosa di cui sbarazzarsi, la sta distruggendo”.

“Andrea Agnelli ha vinto e investito”

Andrea Agnelli non sono vinse diciannove trofei, nove scudetti consecutivi che resteranno nella storia del del calcio mondiale (nel 2012 da imbattuti, nel 2014 col record non scalfibile dei 102 punti), ma ha costruito lo Stadium e investito su tutta l’area circostante, sono stato al Museum e allo Juve hotel ed è strepitoso con la maglia di Scirea che ti accoglie alla reception. Gli rimproverarono di aver speso 100 milioni di euro per comprare Cristiano Ronaldo. CR7 li ripagò segnando 101 gol in 134 partite, vincendo cinque trofei e portandoci ai quarti di Champions ribaltando praticamente da solo con una storica tripletta un Atletico Madrid che ci aveva battuto 2-0 all’andata”.

Mario Adinolfi: “Kolo Muani? 50 milioni e non sa stoppare un pallone”

“Oggi per 50 milioni di euro Elkann acquista Kolo Mouani che non sa stoppare una palla e ci fa perdere pure col Sassuolo, dopo aver sprecato risorse ingaggiando quel Giuntoli che ha comprato i Koopmeiners (60 milioni) e messo sulla panchina l’interista Thiago Motta. Ieri la Juve per la prima volta nella sua storia non aveva neanche un calciatore italiano tra i quindici di movimento che sono partiti titolari o sono subentrati. La Juve di Andrea Agnelli aveva la formazione storica che partiva da Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini: per questo vinceva sempre. No, non è solo la crisi di una squadra, non devo soffrire solo io che ho il cuore bianco e il sangue nero, dovreste soffrire tutti per questo naufragio della Juve di John Elkann”.

“Juventus fotografia della crisi dell’Italia”

“È la fotografia più precisa della crisi dell’Italia, tra classi dirigenti litigiose che non sanno più investire dilapidando risorse (in cui mai vengono premiati i più capaci ma anzi quelli sono fatti fuori dai più ottusi, per invidiosa gelosia) e scelte raccapriccianti sul fronte della tutela del patrimonio nazionale, della sua più profonda radice. La Juve non si rialza più, è l’immagine di un’Italia che cola a picco e il bello è che fingono pure di non capire il perché”.

Redazione

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