Massimo Mauro: “Se continuano ad aspettarla questa Juventus arriva”

L’ex calciatore, oggi opinionista in TV, stregato da Dusan Vlahovic: “Non ha sofferto per nulla il cambio: sta facendo quello che faceva a Firenze con la Juventus!

Intervista da La Gazzetta dello Sport oggi in edicola Massimo Mauro ha toccato molti temi dell’attualità bianconera dopo la vittoria di ieri che la Juventus ha conquistato sul campo dell’Empoli trascinata da un Dusan Vlahovic straordinario.

Ecco le sue parole:

CORSA SCUDETTO – «Piano piano rosicchiano. E lo fanno con nove infortunati: a Empoli Allegri ha fatto un miracolo, con i pochi che aveva a disposizione. Ho visto capacità di soffrire e bellezza nei voli in contropiede, ma anche nell’azione geometricamente perfetta del primo gol, disegnata, rifinita e conclusa alla grande».

INTER E MILAN FRENANO – «Non potevano continuare con l’andatura del girone d’andata. Ma l’Inter è stata anche sfortunata, non mi sembra una squadra in crisi: ha creato sei-sette occasioni, ha concesso due tiri al Genoa. Certo, si è inceppato l’attacco… Il Milan è mancato un po’ di personalità. Se la Juve è tornata a saper soffrire i rossoneri dopo aver preso il pari non sono riusciti a farne un altro. Per il finale servirebbe una spinta nel carattere, dagli uomini più esperti, Ibrahimovic in testa».

VLAHOVIC – «Mi ha stupito perché è riuscito a trasportare esattamente tutto quello che aveva a Firenze alla Juventus: non ha sofferto per nulla il cambio: di città di squadra, di compagni, di filosofia. Puoi giocare in contropiede o tutti nella metà campo avversaria, questo fa gol comunque. Da queste prime gare con la Juve è uno speciale».

CATTIVERIA DI CHI VIVE PER IL GOL – «Fanno bene gli altri ad adeguarsi a lui, non è lui che deve adeguarsi: è uno che trascina. Dopo il terzo gol c’era Morata che lo inseguiva per abbracciarlo e per ottenere il giusto riconoscimento per averlo mandato in porta. Ma lui niente, era solo concentrato sull’aver segnato: in questo si vede la vera cattiveria di chi vive per il gol».

ESULTANZA ALLEGRI – «È significativa, anche se si vede che è un po’ studiata, un po’ pensata. Ma funziona, conta, fa effetto: tutto quanto fa spettacolo».

DNA JUVENTINO – «È giusto essere tornati al dna juventino, dopo due anni di tentativi di cambiarlo. Il che significa, a volte, difesa bassa e contropiede: è un calcio bello anche questo. Permette di avere campo da correre: se c’è gente che il campo se lo prende, come hanno fatto Rabiot e Cuadrado, funziona. E poi ho rivisto un’altra cosa della Juve antica: da come è iniziata la partita, da come ha preso forma, si è capito che la Juve difficilmente l’avrebbe persa. E quindi aveva molte probabilità di vincerla»

DIFESA – «I due gol presi dall’Empoli mi sono sembrati casuali, consideriamo anche che sul secondo Szczesny poteva fare meglio. Però in generale la difesa è stata cattiva. Le cose buone sono molto di più delle cose meno buone».

INFORTUNI – «Solo una grande sfortuna. Se fossero dieci strappi, allora si potrebbe dire che c’è un problema, ma così, con distorsioni o con infortuni come quello di McKennie...».

Redazione

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