Attraverso le colonne de Il Giornale, il giornalista Tony Damascelli è tornato sulle dichiarazioni dell’amministratore delegato della Juventus Damien Comolli in merito alle possibili scelte dei calciatori attraverso gli algoritmi.
L’analisi di Tony Damascelli
Il giornalista riprende il passaggio sul fatto che, secondo il dirigente bianconero, le società di calcio preferiscano ingaggiare i calciatori nati nei primi mesi dell’anno solare anche se poi i dati affermano che chi ce la fa è nato nella seconda parte e pertanto è stupido affermando che al Tolosa, precedente società di Comolli, per scelta venivano messi sotto contratto i giovani dati da agosto in poi.
Attraverso la propria analisi, Damascelli smentisce le affermazioni del dirigente bianconero portando a supporto esempi che non possono essere contraddetti, citando anche il mese in cui hanno visto la luce per la prima volta. “Ecco quindi Alfredo Di Stefano (luglio), Johan Cruijff (aprile), Michel Platini (giugno), Zinedine Zidane (giugno), Éric Cantona (maggio), Ronaldinho (marzo), George Best(maggio), Lamine Yamal (luglio), Lionel Messi (giugno), Jude Bellingham (giugno), Erling Haaland (luglio) che, attraverso l’analisi e l’algoritmo del dirigente juventino, andrebbero a comporre una formazione di stupidi, quasi colpevoli di essere nati nel mese sbagliato”.
Concludendo con ironia, Damascelli tira poi in ballo anche un certo Albert Einstein: “C’è stato uno che sapeva molto, quasi tutto, sul calcolo dei dati e così disse: «Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima». Albert Einstein, nato a marzo”.
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