La Juventus ha colto una vittoria significativa in trasferta in Bodo Glimt, nel gelo norvegese, imponendosi per 3-2 grazie a un guizzo finale di Jonathan David. Quel successo assume un valore ancora maggiore se si considera un dato record raggiunto: i bianconeri hanno sfoderato 16 tiri nello specchio, la cifra più alta per una squadra ospite in una gara di Champions League dal 2003-04.
Il match non è iniziato nel migliore dei modi per la Vecchia Signora: al 27’ del primo tempo, i norvegesi si sono portati in vantaggio con un gol su calcio d’angolo firmato da Ole Didrik Blomberg. Ma nella ripresa la Juve ha mostrato una reazione compatta e determinata, spalleggiata dall’ingresso in campo di Kenan Yildiz — una mossa che ha radicalmente cambiato l’inerzia del confronto.
Al 49’ la squadra bianconera ha trovato subito il pari con Lois Openda, abile a sfruttare l’assist di Yildiz. La superiorità proseguita concretizzandosi al 59’ con un colpo di testa vincente di Weston McKennie, dopo un’azione ben costruita. Quando tutto sembrava indirizzato verso una vittoria tranquilla, la partita ha vissuto un nuovo colpo di scena: al 87’ un rigore concesso ai padroni di casa, trasformato da Sondre Fet, ha ristabilito la parità sul 2-2.
Ma in pieno recupero è arrivato il momento decisivo: su un tiro di Yildiz l’estremo difensore del Bodo respinge, David è prontissimo a ribadire in rete e regalare così la vittoria alla squadra torinese.
Oltre al risultato, è la determinazione degli uomini di Luciano Spalletti a colpire: la Juventus ha creato molto, insistendo fino all’ultimo minuto su un campo ostico, con condizioni climatiche estreme e terreno sintetico, elementi che avrebbero potuto penalizzare chiunque. Il dato dei 16 tiri in porta testimonia la volontà di non accontentarsi, di spingere costantemente sull’acceleratore offensivo. Questa trasferta nordeuropea non solo regala tre punti fondamentali, ma certifica la capacità della Juventus di reagire nelle difficoltà, di costruire tantissime occasioni da gol e di sfruttare la profondità della rosa. Una prestazione corale, aggressiva e — nel finale — cinica, che potrebbe rappresentare una svolta nella sua campagna europea.
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